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Jazz sinfonica nella sala del concerto
(Haugesunds Avis 04.08.2001)
E' coraggioso organizzare un concerto a Tysværtunet a proprie spese come ha fatto il Lundberg Symphonic Trio ieri sera. Ci deve essere una grande gioia di suonare e dei finanziamenti dietro una tale iniziativa. Non c'era fretta di vedere la fine per le 80 persone in sala. Quindi e' andata fortunatamente bene anche dal punto di vista economico.
Arrivano i musicisti, sempre melodici, sotto la responsabilita' del carismatico Lundberg che e' sia compositore che arrangiatore. Lui dice di aver avuto come propri modelli musicali Keith Jarrett e Jan Garbarek per il jazz, Strawinsky e i compositori impressionisti per la musica classica. Lui e' melodico tutto il tempo nelle sue composizioni, ma sa dare anche molta spontaneita' durante le improvvisazioni.
Il programma del concerto e' stato diviso in 2 parti. Nella prima parte, che lui stesso ha detto ispirata da un "jazz sinfonico", Lundberg inserisce anche elementi di musica classica. Qui ci sono pezzi come: «Moon and Sun, Clouds and Wind», «Graveyard» e «Intercontinental landscape». La musica di Lundberg e' interessante da ascoltare con forte tensione tra le diverse parti e gli stumenti del trio. E' rinfrescante ascoltare una tale variazione di suono e ritmi. Lui mostra una grande tecnica pianistica, e gli altri due musicisti del trio ne seguono la scia. Jamne e' tecnicamente bravo, e suona con orecchio tutto il tempo. Lundø scivola bene in questa immagine con un'eccellente tecnica nel pizzicato. Il controllo dell'arco necessita piu' pratica e, talvolta, si mostra un po' insicuro e non pulito.
Le altre parti del concerto sono state preparate con una maggiore variazione. Qui i tre hanno mostrano di piu' la loro bravura con gli strumenti. L'apertura, una Meditazione per chitarra con Lundberg stesso alla chitarra, non e' stata particolarmente entusiasmante. E un ritmo D'altra parte, Round Midnight (T. Monk) e' stato uno dei pezzi migliori con una bella introduzione al basso, buon pianojazz e un ritmo che non permette di addormentarsi. Christina Bjordal ha stupito come cantante nelle sua esibizione. Lei termina la prima parte del concerto con uno speciale arrangiamento di «Summertime». Nell'altra parte, si inserisce con due pezzi standard nello stile di Lundberg. Bjordal canta facilmente con tecnica che guarda avanti. La grande variazione del suono rende i pezzi vividi e lei contagia il pubblico con il suo ritmo. Lei ha davanti un promettente futuro. Il pubblico ha chiesto un pezzo extra, e Christina Bjordal ci ha dato una versione molto spiritosa di «Havana Candy» (P. Austin).
Bjarne Aksdal |